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Mazda sta aprendo nuove strade nella riduzione delle emissioni di anidride carbonica, proponendo un sistema innovativo che cattura la CO2 durante la marcia del veicolo. A differenza di molti costruttori che si focalizzano esclusivamente sull'elettrificazione, la casa giapponese sta esplorando soluzioni alternative per migliorare la sostenibilità dei motori a combustione interna.
Il sistema, testato durante la Super Taikyu Series 2026, utilizza una versione speciale della Mazda 3, denominata Mazda Spirit Racing 3 Future Concept. Questa vettura laboratorio è alimentata con carburante HVO (Hydrotreated Vegetable Oil), un combustibile derivato da fonti rinnovabili, che contribuisce a ridurre l'impatto ambientale rispetto ai carburanti fossili tradizionali. Tuttavia, l'innovazione principale risiede nel sistema di scarico, dove un dispositivo a base di zeolite cattura l'anidride carbonica prodotta dalla combustione.
Durante la marcia, la CO2 viene assorbita dalla zeolite, mentre il calore generato dai gas di scarico permette di separare nuovamente il gas dal materiale assorbente attraverso un processo noto come desorbimento. La CO2 liberata viene quindi compressa e immagazzinata in un serbatoio dedicato, tutto senza necessitare di impianti esterni per il recupero del gas. Questo approccio rappresenta un passo significativo, poiché per la prima volta Mazda ha integrato in un'unica tecnologia le fasi di assorbimento, recupero e stoccaggio della CO2 direttamente a bordo del veicolo.
I risultati ottenuti nel corso della 24 Ore del Fuji, una delle prove più impegnative della Super Taikyu Series, evidenziano il progresso della tecnologia. Durante questa competizione, la Mazda Spirit Racing 3 Future Concept è riuscita a catturare e immagazzinare 804 grammi di CO2, un miglioramento notevole rispetto ai 84 grammi recuperati in una fase precedente dei test. I tecnici di Mazda segnalano che, in determinate fasi della gara, la combinazione tra carburante HVO e la quantità di CO2 recuperata ha portato a risultati promettenti in termini di riduzione delle emissioni.
Nonostante i dati raccolti siano ancora limitati e non rappresentino un bilancio completo del ciclo di vita del veicolo, il rapido sviluppo della tecnologia è evidente. Mazda considera il motorsport un laboratorio ideale per testare innovazioni, grazie alle condizioni estreme che i veicoli devono affrontare. La casa nipponica prevede una nuova fase di test per novembre 2026, con l'obiettivo di aumentare ulteriormente la quantità di CO2 recuperata e migliorare l'efficienza del sistema.
Prima di un eventuale impiego della tecnologia su veicoli di serie, ci sono sfide significative da affrontare, come la riduzione del peso e delle dimensioni del sistema, il miglioramento dell'efficienza energetica e la verifica della durata dei componenti. Inoltre, sarà necessaria una strategia per la gestione della CO2 accumulata. Nonostante questi ostacoli, il progetto di Mazda dimostra che la ricerca sulla mobilità sostenibile non si limita alle auto elettriche. La casa giapponese continua a perseguire una strategia multi-soluzione, convinta che motori elettrici, carburanti rinnovabili e tecnologie innovative per la riduzione delle emissioni possano coesistere nel cammino verso una mobilità a basso impatto ambientale.
Sebbene la tecnologia di cattura della CO2 sia ancora lontana dal raggiungere il mercato delle auto di produzione, i successi ottenuti nelle competizioni indicano che questa idea non è più relegata solo alla ricerca. Per Mazda, potrebbe rappresentare uno strumento fondamentale per prolungare la vita dei motori a combustione interna in un futuro sempre più orientato alla sostenibilità.
Cosa significa per il mercato italiano
L'innovazione di Mazda nella cattura della CO2 durante la marcia rappresenta un passo significativo per il mercato italiano, dove la sostenibilità è diventata una priorità crescente. Le normative europee e italiane in materia di emissioni spingono i costruttori a esplorare soluzioni alternative ai motori a combustione interna, e l'approccio di Mazda potrebbe influenzare le strategie di altri brand. La crescente attenzione verso carburanti rinnovabili, come l'HVO, si allinea con le tendenze di acquisto dei consumatori italiani, sempre più orientati verso veicoli a basse emissioni. Inoltre, il successo di tecnologie innovative nel motorsport potrebbe accelerare l'adozione di tali soluzioni anche nel mercato di massa, contribuendo a un futuro automobilistico più sostenibile in Italia.
