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La Ferrari F40 è da sempre un simbolo di esclusività nel panorama automobilistico, un'icona che ha saputo conquistare il cuore degli appassionati e dei collezionisti. Questo modello, l'ultima supercar approvata personalmente da Enzo Ferrari, ha visto le sue quotazioni stabilirsi stabilmente sopra i due milioni di euro. Tuttavia, il prossimo luglio, un esemplare unico sarà messo all'asta da RM Sotheby’s, con una stima che oscilla tra 3,1 e 3,7 milioni di euro.
Questa particolare Ferrari F40 non è solo un’auto perfettamente conservata, ma porta con sé una storia affascinante legata a Jean Sage, una figura di spicco nel motorsport europeo degli anni Settanta, Ottanta e Novanta. Sage, noto manager, fondò il team Écurie Elf in Formula 2 e contribuì in modo significativo allo sviluppo del programma di Formula 1 della Renault. Entrato in Ferrari France nel 1989, Sage seguì da vicino il programma Ferrari F40 IMSA negli Stati Uniti, diventando uno dei massimi esperti di questo modello. Acquistò il suo esemplare nel 1990, optando per una versione priva di catalizzatore e senza sospensioni regolabili.
Dopo circa 16.000 chilometri, nel 1994, Sage decise di affidare la sua F40 a Giuliano Michelotto, un nome di riferimento nell'ambito delle elaborazioni Ferrari. Michelotto, che aveva collaborato allo sviluppo delle versioni da competizione del F40, si impegnò a trasformare l'auto in una vettura ispirata alle specifiche CSAI-GT, mantenendo però l'omologazione stradale. Il risultato fu un incremento della potenza da 478 a 527 CV, grazie all'installazione di nuovi turbocompressori e di un impianto di scarico alleggerito. Inoltre, il peso dell'auto fu ridotto di circa 136 chilogrammi attraverso l'uso di materiali leggeri e l'eliminazione di elementi superflui.
Questa Ferrari F40 non è rimasta ferma in garage. Dopo la modifica, partecipò a eventi importanti, tra cui il finale della Ferrari 348 Challenge nel 1994 e le qualifiche del BPR Global Endurance GT Championship nel 1995. Qui, si confrontò con vetture da corsa, segnando tempi competitivi, distaccandosi di soli sei secondi da una Ferrari F40 LM da competizione.
Nel 1996, Jean Sage vendette la vettura nel Regno Unito, dove la sua storia è stata attentamente documentata. Oggi, il contachilometri segna poco meno di 23.000 chilometri, mantenendo il motore e il cambio originali, oltre alle modifiche apportate da Michelotto. Negli ultimi anni, il proprietario ha investito nella manutenzione, effettuando interventi significativi per garantire l’efficienza dell’auto.
Il 8 luglio, durante la Woodcote Park Auction, questa Ferrari F40 tornerà al centro dell'attenzione, offrendo ai collezionisti un'opportunità rara di acquisire un pezzo di storia automobilistica. La combinazione di un pedigree sportivo, sviluppo tecnico ufficiale e una provenienza d'eccezione giustifica ampiamente la valutazione che supera quella di un normale esemplare di F40, rendendo questa asta un evento imperdibile per ogni appassionato del marchio di Maranello.
Cosa significa per il mercato italiano
La messa all'asta di una Ferrari F40 con una storia così ricca e un pedigree sportivo di alto livello rappresenta un evento significativo per il mercato dei collezionisti in Italia. Questo modello, simbolo di eccellenza e innovazione, continua a esercitare un fascino particolare, non solo per gli appassionati di auto, ma anche per gli investitori. La crescente attenzione verso le auto storiche e da collezione in Italia è supportata da un contesto normativo favorevole, che incoraggia la conservazione e la valorizzazione di veicoli d'epoca. Inoltre, eventi come questo stimolano l'interesse verso il patrimonio automobilistico italiano, contribuendo a mantenere viva la cultura motoristica nel paese. La presenza di esemplari unici sul mercato, come questa F40, sottolinea l'importanza di un settore che unisce passione, storia e investimento.
